Finanziamenti, prestiti, accesso al credito: un'Italia sempre più indebitata quella fotografata dalle ultime statistiche Assofin. Ma chi sono gli operatori del settore del credito? Parte da Reggio Calabria il giro nazionale di incontri dell'Assimec, associazione nazionale dei mediatori dei crediti e degli agenti in attività finanziaria intitolato “Mediazione creditizia: il futuro della professione e la tutela della categoria”.
Il dibattito, aperto lunedì mattina al salone della Camera di Commercio, ha cercato di sollevare spunti di riflessione sul diffuso ricorso al credito al consumo per far fronte ormai non a spese straordinarie, ma alle esigenze della quotidianità. Al tavolo dei relatori, moderato dal giornalista Gianluca Ielo, erano presenti il vicepresidente nazionale dell'Assimec Giuseppe Cotronei, il presidente della Camera di Commercio Lucio Dattola, il deputato dell'Mpa Elio Vittorio Belcastro ed il presidente dell'associazione Giuseppe Martorano. Un sostegno all'iniziativa è stato dato dalla presidenza della Federazione nazionale delle società finanziarie e un apprezzamento è stato inviato dall'amministrazione comunale e provinciale di Reggio. Dattola ha aperto il dibattito partendo dalla situazione di crisi dell'imprenditoria reggina: aumentano le chiusure del fallimento, aumentano i protesti. Dati allarmanti, che però potrebbero essere controbilanciati dai piccoli e piccolissimi imprenditori del settore del credito, mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria ( rispettivamente oltre centomila ed oltre cinquantamila in Italia, e per il 70% delle regioni meridionali), in continua crescita. Giuseppe Cotroneo ha delineato la situazione: “I mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria operano principalmente nel settore della distribuzione dei mutui, delle cessioni di quinto dello stipendio, dei prestiti-delega, dei prestiti personali. Realtà più grandi, ad erogazione diretta, sono costituite dagli intermediari finanziari previsti dagli articoli 106 e 107 del testo unico in materia bancaria e creditizia 385 del 1993 e ovviamente dalla banche. E' notorio l’allarme sociale destato da alcuni recenti fenomeni illeciti in questo settore, fenomeni che sollecitano da tempo un intervento di riforma.” Ma torniamo alla domanda iniziale: chi sono questi operatori? Cotroneo dà i dettagli della normativa attuale: “E' sufficiente essere in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e dei requisiti di onorabilità per essere iscritti all'albo. Troppo poco per consentire una tutela dai rischi di illegalità o di contiguità con attività criminose. Nella precedente legislatura un gruppo tecnico di lavoro presso il Ministero dell’economia e delle finanze nel 2007 aveva predisposto un apposito articolato confluito in un disegno di legge del Governo, poi non approvato dal Parlamento; successivamente era stato ipotizzato un intervento mediante decreto legge.” Le linee di riforma proposte prevedono un esame o un titolo di studio più elevato (laurea) ed un più elevato livello di capitalizzazione, che scoraggi l’avvio di iniziative cui non corrisponda un effettivo e legittimo progetto imprenditoriale. Ma proprio il requisito di un capitale sociale più elevato ( quello minimo previsto per una società per azioni) potrebbe scoraggiare questo settore dell'imprenditoria che nel sud è invece particolarmente vivace. E su questo tema interviene il deputato Elio Vittorio Belcastro, del Movimento per le autonomie, assicurando il massimo impegno nel presentare le istanze dei mediatori dei crediti e degli agenti in attività finanziaria in Parlamento anche perchè “tutelare questo settore vuol dire facilitare l'accesso al credito trasparente e limitare la tristemente diffusa piaga dell'usura”. |
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