Antiriciclaggio, cambia l'approccio al cliente
Controlli più accurati sull'identità della clientela e sugli scopi delle operazioni finanziarie e professionali. È un'altra delle novità che gli italiani troveranno allo sportello da domani. Cambia infatti l'approccio al cliente, nel senso voluto dalla direttiva contro il riciclaggio e dal conseguente decreto 231/07 . Consiste in quattro adempimenti: - - l'identificazione del cliente, e di colui per conto del quale eventualmente opera. Egli dovrà declinare le generalità complete di entrambi, soprattutto se rappresenta una persona giuridica. In questo caso, l'intermediario o professionista dovranno accertare i reali poteri di rappresentanza;
- - l'identificazione del cosiddetto "titolare effettivo", ossia della persona che detiene, di diritto o di fatto, il controllo della persona giuridica-cliente. Si tratta della persona nel cui effettivo interesse l'operazione o il rapporto chiesti all'intermediario o al professionista vengono effettuati;
- - la dichiarazione dello «scopo e della natura» del rapporto instaurato con una semplice frase del cliente che dichiara, per esempio, che apre il conto corrente «per esigenze di gestione della tesoreria aziendale», o che chiede il mutuo «per acquisto prima casa», o che chiede assistenza all'avvocato per la costituzione di una società «ai fini di inserire i figli in un'attività lavorativa». Sembra banale, ma non esiste uno schema-tipo delle schede, né tantomeno delle dichiarazioni da rilasciare, per cui ci si affiderà alla fantasia del cliente o all'esperienza degli operatori;
- - il monitoraggio costante del rapporto. Si tratta dell'archiviazione delle informazioni raccolte in un "contenitore", che si immagina informatico (ma nulla vieta che sia cartaceo), onde verificarne nel tempo l'attendibilità con riferimento all'operatività del cliente.
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