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Opportunità di lavoro nel mondo del credito

Intervista all’avv. Santo Alfonso Martorano presidente della Fenafi Federazione nazionale delle società finanziarie, socia fondatrice dell’OAM, organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

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La riforma del credito al consumo

La Federazione nazionale delle società finanziarie, presieduta dall’avvocato Santo Alfonso Martorano, punta sulla trasparenza. Si è tenuta pochi giorni fa una riunione presso la sede dell’ente a cui hanno partecipato anche diverse sigle di associazioni di categoria, tra cui Fenalca,  Cepi-Uci, Ufic, Confapi e Confimprese Italia.  Durante la riunione è stata focalizzata l’attenzione sulla rigorosa applicazione del codice etico approvato da tempo da Ufic e Fenafi, alla luce delle novità normative in materia di trasparenza nei confronti dei consumatori entrate in vigore l’1 giugno ed illustrate dal presidente della Fenafi.

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Possibilità di riabilitazione per chi è andato in fallimento

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di fallimento di grandi, medie,  piccole e piccolissime attività imprenditoriali, a causa della crisi economica. Ciò ha comportato enormi difficoltà di accesso al credito quindi per gli ex titolari, che ovviamente, a seguito del fallimento non sono ritenuti “meritevoli di fiducia” per il settore bancario e finanziario. Per loro l'unica chance, se lavorano come dipendenti, è accedere al credito tramite cessione di quinto, o tramite la delegazione di pagamento. Una soluzione che può essere molto importante perchè la  Corte di cassazione con la sentenza numero 18600 dell'11 maggio 2011, ha accolto il ricorso di un imprenditore fallito e condannato per bancarotta al quale il Tribunale di Sorveglianza  aveva rifiutato la riabilitazione.

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Dibattito sulla riforma del credito al consumo

Finanziamenti, prestiti, accesso al credito: un'Italia sempre più indebitata quella fotografata dalle ultime statistiche Assofin. Ma chi sono gli operatori del settore del credito? Parte da Reggio Calabria il giro nazionale di incontri dell'Assimec, associazione nazionale dei mediatori dei crediti e degli agenti in attività finanziaria intitolato “Mediazione creditizia: il futuro della professione e la tutela della categoria”.

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Comunicazione della Banca d'Italia sulla viglilanza degli intermediari

In merito alla circolare diffusa dall'AREA VIGILANZA BANCARIA E FINANZIARIA della Banca d'Italia alle associazioni di categoria, si informano gli associati Assimec e tutti gli operatori del credito, della seguente comunicazione:

 

Cessione del quinto dello stipendio e operazioni assimilate: cautele e indirizzi per gli operatori.

 

 

 
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Antiriciclaggio, cambia  l'approccio al cliente

Controlli più accurati sull'identità della clientela e sugli scopi delle operazioni finanziarie e professionali.

È un'altra delle novità che gli italiani troveranno allo sportello da domani. Cambia infatti l'approccio al cliente, nel senso voluto dalla direttiva contro il riciclaggio e dal conseguente decreto 231/07 .

Consiste in quattro adempimenti:

  • - l'identificazione del cliente, e di colui per conto del quale eventualmente opera. Egli dovrà declinare le generalità complete di entrambi, soprattutto se rappresenta una persona giuridica. In questo caso, l'intermediario o professionista dovranno accertare i reali poteri di rappresentanza;
  • - l'identificazione del cosiddetto "titolare effettivo", ossia della persona che detiene, di diritto o di fatto, il controllo della persona giuridica-cliente. Si tratta della persona nel cui effettivo interesse l'operazione o il rapporto chiesti all'intermediario o al professionista vengono effettuati;
  • - la dichiarazione dello «scopo e della natura» del rapporto instaurato con una semplice frase del cliente che dichiara, per esempio, che apre il conto corrente «per esigenze di gestione della tesoreria aziendale», o che chiede il mutuo «per acquisto prima casa», o che chiede assistenza all'avvocato per la costituzione di una società «ai fini di inserire i figli in un'attività lavorativa». Sembra banale, ma non esiste uno schema-tipo delle schede, né tantomeno delle dichiarazioni da rilasciare, per cui ci si affiderà alla fantasia del cliente o all'esperienza degli operatori;
  • - il monitoraggio costante del rapporto. Si tratta dell'archiviazione delle informazioni raccolte in un "contenitore", che si immagina informatico (ma nulla vieta che sia cartaceo), onde verificarne nel tempo l'attendibilità con riferimento all'operatività del cliente.

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